Domicilio digitale: cos’è e cosa serve

Aggiornato il: lug 22

Si avvicina il domicilio digitale, il “luogo virtuale”, rappresentato da una casella PEC, che permetterà di dire definitivamente addio alle notifiche cartacee spostando sul digitale tutte le comunicazioni della PA che fino ad ora sono state gestite mediante la posta “tradizionale”.


Tra i passaggi fondamentali su cui si basa la digitalizzazione del Paese, ci sono l’identità digitale SPID e il domicilio digitale. In questi giorni sono in consultazione sul sito dell’Agid (L’Agenzia per l’Italia Digitale) le linee guida sui domicili digitali che stabiliscono le modalità di accesso, di realizzazione e gestione operativa dell’Indice nazionale dei domicili digitali (INAD). Un traguardo molto importante che permetterà di completare la digitalizzazione delle comunicazioni fra PA e cittadini/imprese.


Vediamo insieme cos’è il domicilio digitale e perché è così vantaggioso.


Domicilio digitale per i cittadini. Cos’è e cosa serve


Come indica il nome stesso, per “domicilio digitale”, s’intende un indirizzo digitale presso il quale la Pubblica Amministrazione invierà comunicazioni, atti e notificazioni.


Sostanzialmente si tratta di una casella PEC, registrata nell’Indice nazionale dei domicili digitali (INAD), che individua un “indirizzo virtuale” dove possono essere mandate comunicazioni elettroniche aventi valore legale da parte delle PA verso professionisti, aziende e privati.


È come il domicilio fisico, solo che invece di chiamarsi ad esempio “Via Mazzini 52” si chiama “nome.cognome@gestorepec.it”.


Tramite il domicilio digitale potremo quindi essere raggiungibili dalla Pubblica Amministrazione indipendentemente dalla nostra locazione fisica: tutte le comunicazione dalla PA, dagli avvisi di giacenza alle multe, non arriveranno più al nostro domicilio fisico tramite la posta “tradizionale” ma saranno notificati in versione digitale via Posta Elettronica Certificata consentendoci di risparmiare i costi di notifica.


Chi può fare il domicilio digitale?


Linee Guida dell’Indice nazionale dei domicili digitali (INAD) forniscono la seguente definizione di domicilio digitale.


“Il domicilio digitale è l’indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata […] valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale”.


Le suddette linee guida stabilisco poi le modalità di accesso al domicilio digitale specificando che:

Possono eleggere il proprio domicilio digitale mediante iscrizione nell’elenco INAD:

1. le persone fisiche che abbiano compiuto il 18° anno di età e abbiano la capacità di agire;

2. gli enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese e, quindi, all’iscrizione del proprio domicilio digitale negli elenchi di cui agli articoli 6-bis (INI-PEC) o 6-ter (IPA) del CAD.”


I vantaggi del domicilio digitale


Ora che abbiamo visto cos’è, spieghiamo perché avere il domicilio digitale è così vantaggioso.


L’indice nazionale delle persone fisiche è molto atteso perché potrebbe portare una totale rivoluzione nel modo di dialogare della PA con i cittadini.


L’INAD (l’Indice nazionale dei domicili digitali) si affiancherà infatti ad IPA (indice pubbliche amministrazioni) e INIPEC (indice imprese e professionisti) andando a rendere possibile l’invio di comunicazioni digitali anche alle persone fisiche e agli enti che non sono tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, coprendo praticamente tutti i soggetti nazionali.


Portare la comunicazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione interamente in digitale tramite Posta Elettronica Certificata consente di:


  • Velocizzare enormemente gli iter burocratici, con vantaggi sia per la PA che per il cittadino.

  • Risparmiare sulle spese di spedizione delle raccomandate.

  • Ridurre al minimo l’emissione dei documenti cartacei.

  • Avere la certezza dell’invio delle notifiche della PA per non rischiare di perderle ad andare in mora.

La digitalizzazione delle comunicazioni porta inoltre ad un notevole risparmio di tempo risorse che in questo momento vengono impiegati per attività manuali come la gestione delle notifiche cartacee, l’invio tramite raccomandate A/R, l’accesso fisico all’abitazione dei destinatori, la gestione della mancata notifica per irreperibilità ecc.


Domicilio digitale, PEC e SPID


L’iscrizione dell’indirizzo PEC presso l’Indice nazionale dei domicili digitali (INAD) potrà essere effettuata mediante un portale governativo a cui sarà possibile accedere tramite Carta Nazionale dei Servizi, Carta d’Identità Elettronica o SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.


Leggi anche “SPID. A cosa serve e come richiederlo gratis


L’indirizzo PEC sarà a completa gestione del privato che dovrà acquistarla presso un provider accreditato come Register.it, gestirla, registrarla in INAD, mantenerla attiva e preoccuparsi di tenere sempre aggiornati i dati in caso di variazioni.


Con la costituzione di INAD (l’Indice nazionale dei domicili digitali) PEC e SPID assumono un ruolo sempre più centrale nella trasformazione digitale Italiana.


La PEC è gratis per 3 mesi ed include le funzionalità la conservazione a norma di legge dei messaggi di Posta Elettronica Certificata.

*solo in caso di mancato rinnovo avrai un costo di setup di 9,90€.


L’attivazione di SPID per accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione è invece gratis per 2 anni per uso privato a pagamento per uso professionale.


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